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Disciples III, per chi non lo sapesse siamo di fronte a un ibrido che mescola insieme gli elementi tipici degli strategici a turni, con alcune delle migliori caratteristiche degli RPG. Com’è facile intuire tutto questo si traduce in un’esperienza di gioco molto articolata (e complessa per eventuali neofiti), la cui grande profondità risulta però il suo miglior pregio. Il titolo si snoda attraverso tre diverse campagne che seguono le vicende di altrettante civiltà: Empire, Legions of the Damned ed Elven Alliance, ognuna delle quali dispone di unità molto diverse, oltre che di una storyline unica e originale di chiaro stampo fantasy (condita da una miriade di quest primarie e secondarie) che stuzzicherà sicuramente l’interesse di qualsiasi appassionato.
La struttura delle campagne è molto tradizionale: sfruttando le risorse raccolte lungo il percorso od ottenute in seguito ai combattimenti vinti, è possibile potenziare la propria “base operativa” in diversi modi (come ad esempio costruendo nuove strutture che possano permettere l’acquisto di nuovi poteri o tipologie di unità), acquisire nuove abilità e ovviamente acquistare equipaggiamenti supplementari o sostitutivi che possano rinforzare il proprio party.
Ed è proprio il party a ricoprire un ruolo di primaria importanza durante tutto l’arco del gioco. Al di là del proprio personaggio principale, è infatti possibile avvalersi dell’aiuto di svariate tipologie di unità (previo pagamento, ovviamente), ognuna caratterizzata da abilità uniche che ne rendono l’utilizzo più o meno utile in base alle specifiche situazioni e ai nemici da fronteggiare.
Il Titano è senza dubbio una delle unità più temibili. Attenti al suo terremoto! Sono ad esempio presenti Accoliti per garantire la sopravvivenza degli altri membri del party, Maghi in grado di scatenare potenti incantesimi, Guerrieri dotati di grande potenza fisica e una spiccata resistenza, e Arcieri le cui frecce sono in grado di colpire un nemico anche a grandissima distanza. E questi sono solo alcuni banali esempi di ciò che vi attende.
Inoltre, come accennato poc’anzi, il titolo è caratterizzato da un altissimo numero di equipaggiamenti che permetteranno di personalizzare, nei minimi dettagli, ogni vostra unità in base alla sua classe di appartenenza. Come di consueto gli oggetti più prestigiosi saranno molto difficili da ottenere (potrebbero trovarsi in fondo a un dungeon o costare cifre proibitive) ma il loro utilizzo potrebbe facilitare il vostro “sporco lavoro” in maniera davvero notevole.
Punti di forza:
Terza evoluzione dello strategico fantasy a turni che deve molto alla serie di Heroes of Might & Magic. Questo nuovo capitolo apporta sensibili cambiamenti alla meccanica di gioco grazie alla possibilità di muovere le unità anche senza un leader e di utilizzare le magie del leader in battaglia. Notevole anche il nuovo engine interamente poligonale.
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